Quattro bambini tra i 4 e gli 11 anni sono morti in un incendio divampato domenica sera, intorno alle 20,30 in un insediamento rom sito sulla via Appia Nuova al civico 803 di Roma, in un’area adiacente il circolo dell’Acquasanta.
Ancora da chiarire la dinamica di quella che è stata definita la più grande tragedia rom successa in Italia. L’ipotesi più gettonata è quella di un tizzone scivolato dal fuoco di un braciere rudimentale, all’ombra del quale i piccoli cercavano riparo dal freddo.
L’agghiacciante episodio si è consumato in pochi secondi all’interno di una casupola di plastica e legno dove pare ci fosse anche un cucinino con un fornelletto e una bombola di gas, per fortuna non esplosa.
I piccoli – Raul, di 4 anni; Fernando, di 5; Patrizia, di 8; Sebastian, di 11; – erano stati lasciati soli dalla madre, recatasi in un fast food per comperare cibo, mentre la zia era fuori per recuperare dell’acqua. Stando a quanto dichiarato, i due più piccoli erano sordomuti. Immediato l’allarme ai Vigili del Fuoco, prontamente intervenuti con vari mezzi e varie squadre; ma era già chiaro che non c’era più nulla da fare. Prima del loro arrivo, gli altri 20 abitanti del campo nulla avevano potuto di fronte alla baracca avvolta dalle fiamme.
C’erano in tutto cinque baracche all’interno del campo di Tor Fiscale e le fiamme ne han carbonizzato per fortuna soltanto una, la “casupola dell’orrore”.
Solo cenere, qualche vestito, una bicicletta bruciacchiata e i 4 corpicini carbonizzati: uno scenario terrificante, una notte da incubo che in molti ricorderanno per le urla strazianti di Elena Moldovan, la madre dei quattro piccoli stretta nell’abbraccio di Erdei Mircea, padre di tre dei bimbi morti; Calim Vasile, il padre di Raul, è in Romania.
Inizialmente all’appello della Polizia municipale mancavano altre quattro persone, il che ha lasciato pensare che il tragico bilancio fosse ancora più pesante; i quattro sono però stati rintracciati nel giro di un’ora.
L’intero gruppo rom è stato lì, per tutta la durata dei soccorsi, con gli occhi sbarrati, in attesa di un miracolo. Nessuno scoppio, solo le urla strozzate in gola.
Ieri mattina la mini-società è stata dislocata in una struttura di accoglienza del Comune; del micro-insediamento nulla più, solo un ricordo vivo. Quel che rimane è tanto dolore.
Inappellabili le parole di un parente di Calim ed Elena: <>.
Completamente affranto, il padre dei tre bimbi dice: <>, mentre Elena, la madre dei bambini urla <>.
Sul posto è giunto anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il quale ha incontrato i genitori; a dar conforto e rassicurazione non serve a molto in questi momenti, ne è consapevole.
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È infuriato Gianni Alemanno: <>.
Il sindaco attacca la maledetta burocrazia dei cavilli, i ricorsi al Tar dei Comuni, la Sovrintendenza, tutti coloro che, insomma, in questi anni di amministrazione, gli hanno impedito di realizzare i ‘campi regolari, sicuri, autorizzati’.
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<>. In particolare ha chiesto risorse per 30 milioni di euro per attuare il Piano, oltre ai 20 milioni spesi fino ad ora.
La morte dei quattro fratellini a Roma nel rogo della loro baracca: <>, questa l’aperta denuncia di Raffaele K. Salinari, presidente della Ong Terre des Hommes. Salinari insiste dicendo che: <>.
Alemanno ha intanto proclamato per mercoledì 9 febbraio il lutto cittadino; <>.
Lo stesso primo cittadino aveva riferito di avere ricevuto una telefonata dal Quirinale nella quale il Capo dello Stato aveva espresso l’intenzione di visitare i famigliari dei bambini: si è infatti recato nella giornata di ieri all’Istituto di Medicina Legale dell’Università La Sapienza di Roma, dove si è trattenuto per circa 20 minuti, per incontrare i genitori delle vittime, i quali hanno raggiunto l’obitorio all’interno di un furgone blindato. Presenti anche il sindaco, il questore Francesco Tagliente ed il prefetto Giuseppe Pecoraro.
Al suddetto istituto è in corso l’autopsia sui corpi dei bambini. Le analisi accerteranno le cause esatte della loro morte. L’ipotesi di reato per cui la Procura di Roma sta procedendo è di abbandono di minori, per il momento contro ignoti. Sono inoltre stati fissati per oggi gli esami autoptici sui corpi delle vittime: contestualmente, avverranno anche le iscrizioni nel registro degli indagati. A rischiare di più è la sorella maggiore dei bambini: la ragazza, 18enne, aveva in affidamento i piccoli al momento in cui è scoppiato il rogo.
Intanto, in una dichiarazione, il Capo dello Stato ha espresso: <>.
A dar man forte al sindaco Alemanno interviene anche il delegato per le questioni rom, Najo Adzovic <>.
Sia che siano fatalità o tragici giochi, disgrazie legate alle difficili e precarie condizioni di vita nei campi nomadi si verificano con allarmante frequenza; quasi sempre, a farne le spese, sono i più piccoli.
da: IL LEVANTE
http://www.levanteonline.net/cronaca/italia/3559-roma-rogo-in-campo-rom-4-bambini-morti-carbonizzati.html
Martedì 08 Febbraio 2011 12:42 di Clarice Castaldo